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Michielotto e le tradizioni delle nozze in Sardegna
Stai pensando all'organizzazione del tuo matrimonio in Sardegna ? Michielotto seleziona dal 1961 i migliori servizi tavola, oggetti regalo, cristallerie e porcellane per proporre a tutti gli sposi la migliore possibilità di scelta per la loro lista nozze. L’azienda è presente con numerosi rivenditori in Sardegna per offrire prodotti nel segno della tradizione, ma anche delle nuove tendenze.
La Sardegna, grazie al suo naturale isolamento, è riuscita a mantenere intatte tradizioni e riti che sopravvivono in parte fino ai nostri giorni.
Il matrimonio secondo la tradizione sarda rappresenta il culmine di un percorso lungo che un giovane doveva seguire rigorosamente per poter ottenere lu coju, ovvero il matrimonio con l’amata.
Il genitore o un familiare stretto si doveva presentare al padre della ragazza per chiederla in sposa. Prima di ottenere una risposta potevano passare anche quindici giorni, ma in caso di risposta affermativa veniva fissato il giorno per l’assigurugnu, una sorta di pre-fidanzamento, che consentiva ai due giovani di comunicare il proprio legame a parenti ed amici. Con l’abbracciu, il fidanzamento vero e proprio venivano scambiati regali in oro: l’anello innanzi tutto, ma anche spille, orologi e l’immancabile coltello a serramanico.
Secondo la tradizione sarda delle nozze il giorno precedente al matrimonio alla porta della casa della sposa giungeva il corteo degli invitati dello sposo, quindi avanzava alla porta un rappresentante, incaricato di fare la richiesta al padre della sposa. Dopo un dibattito scherzoso tra i due, finalmente i futuri sposi potevano abbracciarsi, mentre gli invitati ballavano e cantavano fino a notte inoltrata.
Il mattino seguente il corteo nuziale si avviava a cavallo verso la chiesa per la celebrazione del matrimonio.
Al termine della cerimonia matrimoniale la madre dello sposo attendeva la coppia sulla soglia di casa con in mano un piatto di porcellana colmo di riso, petali di fiori e piccole monete che venivano gettati sugli sposi in segno di buon augurio; infine il piatto veniva gettato violentemente sul pavimento ai piedi degli sposi, per frantumarsi in mille pezzi, quando ciò non accadeva veniva interpretato come un segno di sventura.
Questa usanza rimane tutt’oggi molto diffusa, ma si ripete più volte lungo la via che conduce alla chiesa: lo sposo infatti non attende la sua promessa all’altare, ma percorrono insieme la strada fermandosi presso i vicini e i parenti.
Oggi come un tempo in molte provincie della regione i festeggiamenti durano fino a due giorni e i festeggiamenti non possono definirsi limitati e discreti sia per il numero degli invitati che delle portate.
In passato ogni invitato offriva in regalo una moneta d’argento di cinque lire, oggi la tradizione lascia la libertà (o l’incombenza) ad ognuno di regalare ciò che meglio crede, magari scegliendo tra i regali della lista nozze degli sposi.
Michielotto offre ai novelli sposi una consulenza gratuita presso il proprio showroom oppure attraverso i cataloghi sfogliabili online, per consigliarli nella scelta migliore per la propria lista nozze.
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